Ogni viaggio viene affrontato con l’eccitante apprensione di chi intende esplorare, conoscere meglio i luoghi, lo spazio intorno a sé.
TRA-GHETTO attraverserà lo spazio ed il tempo perché il tempo è il miglior amico dello spazio, è suo fratello di sangue, suo fratello siamese: se non li avessero separati dalla nascita, sarebbero ancora uniti per un fianco, per un’anca, per un anche (G.L. Favetto da Diario).
Le emozioni che coglieranno lo spettatore/ viaggiatore saranno diverse da persona a persona, a seconda dell’età, della curiosità, della conoscenza delle nostre tradizioni e della nostra storia. A tutti però TRA-GHETTO farà scoprire come il divertimento, la commedia, possa servire per apprendere o come la tragedia agisca sull’inconscio e vivifichi i ricordi di dolori collettivi o personali.
TRA-GHETTO consentirà di vedere da vicino i sedimenti della storia della nostra città, mentre i racconti dei relatori verranno magicamente materializzati dagli attori di Società per Azioni e dai musicisti di Vladah Klezmer Band.
L’equipaggio ed i passeggeri di TRA-GHETTO scenderanno in Aposa da Piazza S. Martino in quell’affascinante, grande portico di sotto che diventerà teatro ( nel senso più letterale della parola) di un’indimenticabile esperienza, solo per comodità classificabile come “visita guidata”.
Lo spettatore diventerà così protagonista, vedendo realizzate le proprie visioni e potendo conoscere di persona i tecnici che hanno seguito e progettato il recupero degli edifici più prestigiosi della nostra città, della nostra storia, delle nostre comuni radici.
Bologna come Smeraldina, una delle “Città invisibili “ di Italo Calvino, dove un reticolo di canali e un reticolo di strade si sovrappongono e si intersecano. Dove per andare da un posto all’altro si ha sempre la scelta fra il percorso terrestre o quello d’acqua. Sembra incredibile che in soli 50 anni la fitta rete di canali che serviva tutta la città, sia stata quasi completamente coperta, rendendola invisibile.
Un altro mistero verrà svelato da TRA-GHETTO: la vera genesi della Divina Commedia, lo spunto, la scintilla scoccata nella mente obnubilata di un Dante Alighieri alle prese con beghe famigliari e una lunga, profonda crisi creativa causata dalla morte di Beatrice.
Questa “scintilla” si rivelerà al pubblico in carne ed ossa (più carne che ossa), nei panni di Onorina Pirazzoli, la protobolognese, neo-musa del sommo poeta risvegliatosi grazie a lei dal suo torpore.
Ecco che l’Inferno dantesco si confonde con via dell’Inferno, nel ghetto ebraico, dove i linguaggi della musica e del teatro creeranno emozioni, in un irreale viaggio dove tutto si mescola, nell’impeto delle acque del torrente Aposa.
L’Aposa è l’unico corso d’acqua naturale che attraversa Bologna; è quindi sulle sue rive che i primi abitanti della zona decisero di fondare quella che oggi è la nostra città. L’Aposa fino a pochi secoli fa era l’unica sorgente di energia produttiva della zona; il suo alveo secco equivaleva ad un black out energetico. Quindi anche il benessere di Bologna è figlio dell’Aposa.
L'Aposa ha carattere torrentizio, e molti bolognesi hanno lo stesso carattere: capaci di produrre lavoro, energia positiva, benessere. Capaci anche, però, se ostacolati o non rispettati, di superare con la loro iniziativa ed il loro entusiasmo, qualunque difficoltà. Del resto tutte le madri trasmettono i propri geni ai loro figli. Noi siamo figli dell’Aposa.
Società per Azioni ideando questo evento vuole rendere omaggio a tale madre.